E’ NATA LA “NAZIONALE PER L’AMBIENTE”

Calcio ed ecologia scendono in campo uniti per sensibilizzare sui valori ambientali

In Italia l’idea di abbinare uno sport popolare come il calcio alla sensibilizzazione alle tematiche ambientali ci pare vincente” (Roberto Cavallo, presidente della cooperativa Erica e di AICA – Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale). E come dargli torto: in un Paese dove il calcio pare essere uno dei principali catalalizzatori di attenzione, sfruttare la popolarità di questo sport per accendere i riflettori su un problema di rilevanza nazionale è un dovere.

Ecco allora che – grazie alla sponsorizzazione di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) – è nata la “Nazionale per l’Ambiente“: la squadra di calcio ufficiale dei rappresentanti del mondo dell’ecologia e dell’ambiente. Tra i suoi giocatori “più agguerriti” troviamo infatti chi quotidianamente lavora per enti ed associazioni amiche dell’ambiente, come Erica, Conai, Legambiente, Slow Food e WWF.

La partita d’esordio è andata in scena lo scorso venerdì 24 giugno allo stadio Michele Coppino di Alba in occasione della Festa dell’ambiente in programma nella città delle Langhe. Se ci saranno altri appuntamenti calcistici non lo possiamo ancora sapere, ma ci auguriamo di vedere in campo ancora tanti goal.

E’ NATA LA “NAZIONALE PER L’AMBIENTE”ultima modifica: 2011-07-01T09:46:30+00:00da ermange1
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2 pensieri su “E’ NATA LA “NAZIONALE PER L’AMBIENTE”

  1. Come risollevare l’economia: Questa proposta ha 4 vantaggi e bassi costi per lo stato: è ecologica, rafforza il territorio combattendo le frane, incentiva il libero mercato e la ricerca. Usare la canna (pianta comune nelle nostre zone) come biomassa. Un recente studio ha rivelato che la canna è molto adatta ad essere trattata per diventare biomassa. Si può facilmente ricavare il metano ma anche, come ha rivelato uno studio tedesco, un liquido combustibile per autotrazione. Vantaggi: la canna può essere piantata ovunque per es. in terreni aridi non agricoli,lungo i rivali dei fiumi, non ha bisogno di cure basta piantarla la prima volta, con le sue radici rafforza gli argini e col fusto smorza le piene. Nel breve periodo di alcuni anni crea una rete inestricabile di radici molto robuste.
    Proposta: far piantare milioni di canne lungo i fiumi o nelle zone demaniali incolte ai militari o a volontari Regalarle a chiunque basta che vengano raccolte. Il materiale verrà consegnato alle fabbriche di trattamento e pagato. I contadini saranno incentivati a piantarle nei loro terreni non coltivati (e ce ne sono tanti) e ciò non andrà a diminuire le aree coltivabili (come è avvenuto in Brasile). Nasceranno tante fabbriche di trattamento e quindi posti di lavoro. Si ridurrà notevolmente l’inquinamento nelle città. Probabilmente si dovranno modificare i motori(impianti a metano o piccole modifiche sui motori a benzina come già fatto in Brasile) è ciò dovrà essere un pò incentivato da parte dello stato. La modifica ai motori comporterà uno sforzo di ricerca per nuove soluzioni. Nasceranno nuovi centri di distribuzione per il nuovo carburante. Per fare tutto ciò occorre però un vero cambio nell’azione politica del paese.

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