KYOTO. COSA ABBIAMO FATTO FINORA?

10 e Lode alla Germania che supera i suoi obiettivi.

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L’11 Dicembre 1997 più di 160 paesi industrializzati, riuniti a Kyoto per la conferenza della UNFCCC, si impegnavano a ridurre nel periodo 2008-2012 il totale delle loro emissioni di gas serra almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990. Il protocollo è poi entrato in vigore nel 2005 e da allora cosa è stato fatto?

Stando agli ultimi dati, le emissioni di gas serra nei 15 paesi dell’UE sono generalmente diminuiti del 2,7% rispetto al 1990. Ma i contributi dei paesi membri al raggiungimento di questo risultato sono diversi. Mentre la Germania ha registrato una riduzione del 22,4% e la Gran Bretagna un meno 25%, altre nazioni hanno invece incrementato le loro emissioni di Co2. Sul podio dei paesi più inquinanti Turchia (+95%), Spagna (+50%) e Portogallo (+40%).

Ma l’Italia non è da meno. 12% di emissioni in più rispetto al 1990. Un divario rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto che ci costa oltre 4 milioni di euro al giorno per un ammontare totale di 1 miliardo e 380 milioni di euro (vedi calcolatore sul sito del Kyoto Club). Prioritaria quindi per il nostro Paese una politica per l’efficienza energetica, l’utilizzo di fonti rinnovabili e i trasporti. Per il momento, le ultime notizie da Palazzo rivelano solo un forte impegno per rinviare il Pacchetto europeo 20-20-20 (entro il 2020 -20% Co2, + 20% efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili) e un piano anti-crisi che toglierà le agevolazioni fiscali previste dalla Legge Finanziaria per gli interventi di riqualificazione energetica (vedi post 10 Novembre 2008). Speriamo in un domani migliore. Ma nel frattempo, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a cambiare almeno noi le attuali abitudini di consumo (vedi Consigli Ecologici). Che a volte anche i piccoli gesti possono fare la differenza.

KYOTO. COSA ABBIAMO FATTO FINORA?ultima modifica: 2008-12-03T16:05:00+01:00da ermange1
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3 pensieri su “KYOTO. COSA ABBIAMO FATTO FINORA?

  1. Capisco il tuo punto di vista ma non lo condivido. Da qualche parte bisognerà iniziare no? E se aspettiamo che siano gli altri a fare il primo passo questo potrebbero avvenire quando ormai è troppo tardi…il nostro pianeta ha davvero bisogno di un cambiamento nelle nostre abitudini di consumo. Ora, non domani.

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