GOOGLE POWERMETER.

La risposta di Google alle accuse di Harvard.

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Google inquina? Forse si, ma mai quanto una ricerca offline. E poi compensa le proprie emissioni con numerosi progetti “verdi”. Questo, in estrema sintesi, il botta e risposta che ha seguito le accuse lanciate qualche settimana fa da uno studioso di Harvard sulla scarsa ecosostenibilità dei motori di ricerca (vedi articolo del 12 gennaio su Repubblica). Secondo Alex Wissner-Gross, fisico della prestigiosa università, ogni ricerca attraverso i motori emette circa 7 grammi di anidride carbonica: ogni query viene infatti inviata dal nostro computer a più server dislocati nel mondo per permettere una risposta il più possibile veloce. Dal punto di vista ambientale, un grande spreco.

Sarà una coincidenza. Ma dopo le smentite arrivate dall’azienda e dai numerosi sostenitori, l’11 febbraio scorso leggo sul Corriere che Google sta per lanciare “Google PowerMeter, un sistema informatico che permetterà agli utenti di monitorare i consumi di energia domestici e di intervenire sugli sprechi (vedi articolo dell’11 febbraio su Corriere): attraverso “prese intelligenti” (smarter power), il computer di casa potrà ricevere via wirless le info sul consumo degli elettrodomestici e archiviarle via web nella banca dati di Google PowerMeter. In questo modo l’utente potrà tenere sotto controllo l’impatto delle proprie tecnologie sull’ambiente e sulla bolletta. Ed attivarsi per ridurlo!

Se le due notizie siano totalmente scollegate nessuno può dirlo. Ma se anche fosse una mossa strategica ideata da Google per salvare la propria immagine, potrei solo alzare tanto di cappello per l’impegno profuso nei confronti del nostro pianeta. Penso che le aziende debbano impegnarsi affinchè il loro business sia compatibile con l’ambiente che le circondano. E le poche (finora) che danno un reale contributo alla salvaguardia del nostro sistema, dovrebbero ricevere solo note positive da parte di tutti noi!

GOOGLE POWERMETER.ultima modifica: 2009-03-06T11:47:00+01:00da ermange1
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