NON NEL MIO CORTILE!

La risposta degli italiani allo sviluppo del nucleare

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Leggo su Vanity Fair dell’11 marzo scorso i risultati di un’indagine realizzata da Ipsos per la casa editrice della rivista sul tema nucleare in Italia. L’esito è a dir poco sorprendente: il 51% degli italiani è favorevole allo sviluppo dell’energia nucleare. Ma dinnanzi alla possibile realizzazione dell’opera in un raggio di 50km da casa, il consenso scende precipitosamente (12%). Chissà perchè? Tra la teoria e la pratica c’è sempre differenza.

Quella di cui parlo è solo una delle tante inchieste che probabilmente sono state lanciate in queste settimane. Ma i risultati sono tutti uguali. Basta andare su Repubblica.it, ricercare gli articoli sul nucleare e leggere i titoli più recenti sull’argomento:”L’Italia riapre al nucleare” (24.02.09) > “Nucleare, Toscana in rivolta” (26.02.09) > “Nucleare, il gran rifiuto della Puglia” (26.02.09) > “Anche la Basilicata: no al nucleare” (27.02.09) > “Impossibile in Piemonte una centrale nucleare” (03.03.09) eccetera eccetera.

Il commento di Antonio al mio post sulla crescita del mercato fotovoltaico credo riassuma bene l’attuale dibattito sul tema: “I sostenitori del nucleare dicono che le centrali di 3° generazione sono classificate come non inquinanti……e sicure! Ma le scorie prodotte possiamo portarle a “casa” loro (magari nel loro giardino)?” No. Not in my back yard!

NON NEL MIO CORTILE!ultima modifica: 2009-03-11T11:44:00+01:00da ermange1
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Un pensiero su “NON NEL MIO CORTILE!

  1. Ermange, trovo il tuo blog molto interessante. In particolare, ritengo questo blog utile: con la sua imparzialità riesce ad essere una fonte sicura di informazioni. Complimenti!
    In merito al nucleare, che dire? Se si considera solamente la tipologia di energia potremmo definirla pulita. Se si considera il costo per ricevere tale energia da impianti a pochi chilometri dai nostri confini. Pro. Se penso alle scorie, contro. Non penso che nelle altre nazioni chi lavora nelle centrali si porti a casa sotto braccio il pacchetto quotidiano di scorie: una soluzione c’è, ma non credo che l’Italia sia pronta!

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