EXXON VALDEZ: 20 ANNI DOPO

1989: il naufragio della petroliera. 2009: il petrolio affiora ancora

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Si parla spesso di quanto tempo debba trascorrere prima di godere i benefici di un comportamento eco-compatibile. Quanto tempo debba trascorrere prima che l’abbattimento delle emissioni inquinanti nell’atmosfera porti ad un’aria più pulita. E mi rendo sempre più conto che pagheremo ancora per molti anni i danni provocati dai nostri comportamenti attuali. A conferma di questa convinzione sempre più diffusa, vi riporto l’interessante documentario letto in questi giorni su un noto periodico.

Il 24 marzo 1989 una petroliera del gruppo Exxon si scaglio su uno scoglio semiffiorante vicino alla baia di Valdez, in Alaska: in venti giorni, 50 mila tonnellate di greggio percorsero 500 km, contaminando quasi 2 mila km di costa. Le prime vittime della marea nera furono i 33 mila lavoratori che dipendevano dalle risorse marine (alcuni di loro, disperati, si sono suicidati). Ma lo sterminio continuò con la scomparsa di 250 mila uccelli marini, 1.000 lontre di mare, 300 foche, 250 aquile. Secondo la comunità scienifica locale, un vero e proprio disastro ambientale che si sarebbe risolto però nell’arco di un paio di anni.

E invece, vent’anni dopo, la situazione è ancora drammatica. “Le lontre, le acquile di mare, i salmoni, le anatre si sono ripresi” dichiara Stanley Rice – National Oceanic and Atmospheric Administration – alla giornalista che ha condotto l’inchiesta. “Ma non è vero che tutto è come prima […] Alcune specie di uccelli non si sono mai riprese, le orche neppure. Mentre la pesca delle aringhe, fondamentale per l’economia della baia, è chiusa dal 1990. E il petrolio? C’è ancora!” Per chi volesse approfondire, vi lascio il link all’interessante articolo che ho trovato anche su La Nuova Ecologia: Exxon Valdez – Vent’anni fa il disastro

EXXON VALDEZ: 20 ANNI DOPOultima modifica: 2009-03-30T10:03:00+02:00da ermange1
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