ECOLOGIA IN TEMPO DI CRISI

La crisi economica, l’ultimo “disaster movie” e i piani dei governi

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Dopo l’intesa delle ultime ore tra governo e regioni sul “piano casa” (vedi a proposito post dello scorso 16 marzo) leggo su Repubblica il quadro dipinto dall’ultimo rapporto UE sul futuro del nostro ecosistema. Il fatto stesso che venga chiamato “disaster movie” lascia intendere la negatività dei dati in esso contenuti.  E da qui alla fine del secolo il nostro sarà proprio uno dei Paesi più colpiti dalla rivoluzione del clima. Soffrirà il turismo, con la diminuzione delle nevicate nelle zone alpine, l’erosione delle coste e il deterioramento della qualità dell’acqua con un aumento esponenziale di alghe e meduse. Soffrirà l’agricoltura, con perdita di fertilità e carestia. Soffrirà la salute degli animali, dei vegetali e degli uomini, con un incremento di malattie ed infezioni. E soffriranno tanti altri settori che animano la nostra vita quotidiana.

Impegnarsi per far fronte a questa minaccia? Si. Anche se lo scenario futuro descritto in queste righe arriverà lo stesso. Magari un po’ meno catastrofico, se qualche azione verrà intrapresa seriamente ed in tempi brevi. Ma purtroppo la maggior parte delle nazioni pare si stia lasciando sfuggire l’occasione di una vita: trasformare la crisi in un’opportunità di sviluppo sostenibile. Economisti di fama mondiale sostengono infatti l’importanza di puntare su una “Terza Rivoluzione Industriale”  (J. Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends) fatta da fotovoltaico, nuove fonti di energia rinnovabile, case e stili di vita più eco-compatibili per rilanciare l’economia. Ma fatte alcune eccezioni (in primis la Corea del Sud), i piani anticrisi presentati dai governi dei vari Paesi hanno poco a che fare con l’ecologia. Sopratutto se accanto ai miseri stanziamenti in favore dei settori low-carbon resta la spinta all’economia tradizionale e ai settori ad alta intensità di emissioni.

La situazione italiana? Mentre il leader di Confindustria Emma Marcegaglia parla di “Green Economy” per dare nuovo impulso alla crescita, Dell’Utri, Nania e Poli Bortone attaccano il protocollo di Kyoto e la UE negando l’esistenza dell’effetto serra. Per chi volesse approfondire vi lascio il link alle rispettive dichiarazioni:

ECOLOGIA IN TEMPO DI CRISIultima modifica: 2009-04-01T10:45:15+02:00da ermange1
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