GREEN BOX: LA CASA DEL FUTURO

Sostenibile, trasportabile, trasformabile, veloce…ed economica!

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Il suo ideatore è stato nominato “Architetto dell’anno 2008” dall’International Steel Building Association. Ed infatti il progetto è a dir poco rivoluzionario, poichè sembra finalmente fornire una risposta a tutte le esigenze dell’uomo moderno.

Anzitutto il rispetto per l’ambiente. La Green Box è ad impatto zero per l’intero ciclo di vita, sfruttando l’energia geotermica e solare e autoregolandosi termicamente attraverso un sofisticato disegno bioclimatico. E si integra perfettamente con la natura: il tetto è coperto da un giardino inclinato e verticale (vedi foto) che crea un tutt’uno con l’ambiente circostante.

Ma non è tutto. L’aspetto forse più innovativo del progetto spagnolo sta nella completa modularità della costruzione. La Green Box può essere costruita in 2 settimane con la manodopera di appena 5 persone e può ingrandirsi o rimpicciolirsi a seconda delle esigenze dei proprietari. Ed ad un costo inferiore rispetto alle abitazioni tradizionali: circa 550 euro al metro quadro. Per studiarla da vicino vi lascio alcuni link: Archiportale e Professione Architetto.

GREEN BOX: LA CASA DEL FUTUROultima modifica: 2009-06-24T09:13:00+02:00da ermange1
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4 pensieri su “GREEN BOX: LA CASA DEL FUTURO

  1. credo che al giorno d’oggi si stiano avviando consistenti progetti dedicati eslusivamente all’ecosostenibilità e alla riduzione dell’impatto ambientale soprattutto in quel campo che è l’edilizia che secondo alcuni studi produce circa il 40% dell’emmisioni dannose totali. ma questo progetto è del tutto particolare, poichè non può essere considerato come un prodotto commissionato, costruito e abitato da una classe agiata, ha la particolarità, o almeno dovrà averla di essere accessibile a tutti. Ora come ora il prossimo passo, dovrebbe essere sensibilizzare una maggior porzione di abitanti di questo pianeta, poichè senza acquirenti, o meglio senza nessuno che metta in atto questa nuova tipologia di vita, poichè oltre che nell’edificare questa filosofia DEVE espandersi al modo di essere di concepire e di utilizzare le cose, affinchè non si tratti di soli casi sporadici. oggi finalmente riesco ad intravedere il futuro e la cosa quasi mi commuove, ripensando a quando si era ragazzini e ci si convinceva che il 2000 avrebbe portato ad emergere nuove idee rivoluzionari in tutti i campi sociali e non. adesso finalmente siamo arrivati al limite, o meglio la gente ha preso consapevolezza di ciò.. e come sempre si rinascerà dalle ceneri, prendendo come esempio i centinaia di articoli incriminatori verso USA e Cina le quali sono state le prime a finanziare e sperimentare le EcoCity. Credo che questo discorso non abbia fine…quindi chiudo qui. grazie per l’attenzione

  2. Sono un forte sostenitore dell’ecocompatibilità, ma terrei in considerazione il alto estetico, per non eccedere in costruzioni ad impatto zero ma improponibili in quanto esteticamente orribili (come sembra quella della foto, parere personale!).

    Credo si possa costruire ad “impatto zero” senza sconfinare in forme difficilmente adattabili al tessuto edilizio esistente.

    http://www.mondoenergia.org

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