OLIMPIADI A BASSO IMPATTO

Vancouver 2010 si candida ad essere la prima olimpiade sostenibile

L’olimpiade che si è aperta 3 giorni fa a Vancouver ha buone probabilità di essere ricordata nella storia non solo per il peggior inizio che gli si poteva augurare, ma anche per il lungo lavoro degli organizzatori in termini di sostenibilità (anche se, visto quanto accaduto, ci sarebbe piaciuto dire anche in termini di sicurezza).

L’impegno preso nel 2003 dal VANOC – il comitato organizzatore – sembra infatti essere stato per buona parte rispettato. Per ridurre al minimo l’impatto ambientale gli organizzatori hanno calcolato in questi anni le emissioni di Co2 dell’evento (si parla di circa 267 mila tonnellate: solo la fiamma olimpica ne genera 3 mila!) e predisposto un piano d’azione efficiente e sostenibile (vedi The Carbon Managament Program for Vancouver 2010).

I risultati visibili a tutti? Le medaglie degli atleti vincitori, realizzate riciclando componenti di apparecchi tv, computer e altri oggetti di elettronica di consumo. Il tetto dell’Oval, l’impianto per il pattinaggio di velocità, costruito con legname destinato ad essere bruciato a causa dei parassiti. E tanti piccoli accorgimenti che hanno consentito di ridurre il consumo di risorse necessarie allo svolgimento dell’evento.

Un modello organizzativo basato su 3 operazioni – calcolare, ridurre e compensare – che speriamo possa diventare lo standard per tutti gli eventi futuri.


OLIMPIADI A BASSO IMPATTOultima modifica: 2010-02-15T14:09:00+01:00da ermange1
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